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Bextex. La grande azienda tessile del Bangladesh. Intervista a Syed Naved Hussain – CEO Bextex Ltd.
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Bextex. La grande azienda tessile del Bangladesh

Intervista a Syed Naved Hussain – CEO Bextex Ltd.

A cura di Luigi Torriani e Costanza Pol

BEXTEX LTD – Azienda tessile fondata nel 1994, Bextex ha sede centrale a Dhaka, in Bangladesh. Ha oggi oltre 5mila addetti, è una società quotata nelle borse di Dhaka e Chittagong e fa parte del Gruppo Beximco (Bangladesh Export Import Company Limited).

Bextex produce tessuti naturali, sintetici e misti, esportandoli in tutto il mondo, e ha una produzione integrata verticalmente al proprio interno, in grado di coprire tutte le fasi della tessitura, della filatura, della tintoria e del finissaggio. Quali sono oggi i tessuti più richiesti e quali sono le aree e i Paesi in cui esportate maggiormente? 

Bextex produce tessuti naturali, sintetici e misti, li esporta in tutto il mondo, e ha una produzione integrata verticalmente al proprio interno che copre interamente tutte le fasi della produzione (tessitura, filatura, tintura, finissaggio). I tessuti più richiesti sul mercato sono oggi: Super stretch for bottoms (Denim + Non denims), Modal blend, Poly Viscose, Lycra beauty, Rayon Tencel blend, Denim Tencel blend, Tencel Blends, Lending Blends, Lino viscosa, Tencel by LENZING, fibre sostenibili e filati riciclati (pima, cotone organico, BCI), tessuti con T400 per un buon allungamento e recupero. Siamo tra le aziende leader nella fornitura di prodotti tessili per i brand del settore fast fashion. Tra i nostri clienti, i nomi più importanti sono: Calvin Klein Jeans, American Eagle Outfitters, PVH, J. C. Penney, Tommy Hilfiger, Arcadia, Topman, River Island, Bershka, Zara, H & M, Dorothy Perkins, Pull & Bear, Next, Mango, Stradivarius, C & A.

 

Quali sono i punti di forza di Bextex? Quali sono le caratteristiche che vi hanno consentito di emergere a livello internazionale come una delle aziende leader del settore?

I nostri punti di forza sono: l’integrazione verticale di tutte le fasi della produzione al nostro interno, la capacità di essere innovativi e la presenza di una divisione per la progettazione, la velocità nell’evasione degli ordini (fattore oggi fondamentale), l’attenzione alla qualità e la possibilità di porci come interlocutore unico per prodotti tessili diversi. Sul piano commerciale, inoltre, è sicuramente strategica la collaborazione a lungo termine che abbiamo – da oltre 23 anni – con il Gruppo Inditex.

 

Dal punto di vista economico com’è oggi la situazione del Bangladesh? Quali sono le difficoltà e i problemi e quali sono invece gli aspetti positivi e le opportunità di sviluppo? Quanto è importante il settore tessile per l’economia del Paese?

Di aspetti positivi, nella situazione economica attuale del Bangladesh, ce ne sono tanti ed è su questi che vorrei soffermarmi. Per quanto riguarda invece gli aspetti problematici, preferisco parlare non di difficoltà ma di sfide, e la sfida più grande è quella di crescere ulteriormente e di migliorare dal punto di vista delle competenze e delle capacità e abilità della manodopera.

I tratti positivi e i punti di forza, nella situazione attuale del Bangladesh e del settore tessile del Bangladesh, sono – in sintesi – i seguenti:

– un’economia vivace e guidata dai giovani, in un contesto nel quale – su una popolazione complessiva di 168 milioni di abitanti – ben 80 milioni hanno meno di quarant’anni

– una crescita importante dell’export nel settore del tessile e abbigliamento (di gran lunga il settore più importante nell’economia del Paese), con un +8,76% e un totale di 30,61 miliardi esportati nell’anno 2018, e un peso – sul totale dell’export del Paese – pari all’87%

– la crescente diffusione del web, con 90 milioni di utenti Internet attuali, con il 4G già in uso e con il 5G in fase di test

– dei salari minimi molto competitivi rispetto a Vietnam, India e Indonesia

– una crescita media del PIL, negli ultimi dieci anni, del 7% all’anno

– il superamento della povertà, negli ultimi dieci anni, per diversi milioni di persone

– l’aver accolto, con grande generosità, milioni di persone di etnia Rohingya dal Myanmar

– l’aver introdotto, negli ultimi anni, importanti misure in matteria di Disaster Management e di riduzione dei rischi sul lavoro

– l’avere un importo attuale delle riserve valutarie internazionali pari a 34 miliardi di dollari

– l’avere un tasso di alfabetizzazione in continua crescita, oggi pari al 73%, e tra le persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni pari al 92,24%

– la crescita del settore energetico, con una produzione di energia elettrica che è passata da 5.000 MW a 20.000 MW negli ultimi decenni, e con l’implementazione – ad oggi – di 2700 km di circuito di linea di trasmissione e 174.000 km di linea di distribuzione

– la presenza di ben 4,5 milioni di famiglie che usano l’energia rinnovabile solare

– la crescita della sensibilità ecologica (oggi 7 fabbriche su 10 sono “verdi” e rispettano severe regole in tema di eco-sostenibilità).

 

Ci può dare qualche dato e qualche numero su Bextex e sui vostri stabilimenti di produzione? 

All’interno di un parco di oltre 300 acri, la nostra sede centrale comprende 10 diverse fabbriche, con oltre duecento linee di cucito, e una copertura totale rispetto a tutte le fasi della produzione (filatura, tessitura, lavorazione, stampa, ricamo, cucito, lavaggio indumenti, ecc.). Inoltre abbiamo un marchio di vendita al dettaglio che si chiama “Yellow” e che comprende ad oggi 15 punti vendita in Bangladesh. Nella complessa gestione della produzione in un contesto così ampio, dal punto di vista informatico ci stanno aiutando molto le soluzioni informatiche della Datatex, e in particolare il modulo MQM.

 

Cosa pensa dell’andamento ed evoluzione del mercato tessile in questi ultimi anni? Come è cambiato il settore tessile, a livello mondiale, e come potrebbe cambiare  nei prossimi anni?

Le tendenze più significative nell’industria tessile attuale sono: la sostenibilità, l’utilizzo di sostanze chimiche rispettose dell’ambiente, la ricerca sul fronte dell’innovazione per individuare nuove tecnologie di lavorazione e nuovi metodi di tintura, la circolarità e il riciclo.

 



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