Datasys Magazine | L’economia e il jazz. Il caso Nisville
L’economia e il jazz. Il caso Nisville. Intervista a Branislav Dejanovic – Producer e Press Team Manager Nisville Jazz Festival.
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L’economia e il jazz. Il caso Nisville

L’economia e il jazz. Il caso Nisville

Intervista a Ivan Blagojevic – General Manager Nisville Jazz Festival

A cura di Luigi Torriani

NISVILLE JAZZ FESTIVAL –Considerato tra i festival jazz più importanti del mondo, il Nisville Jazz Festival si tiene ogni anno ad agosto nella città di Nis (in Serbia), divenuta – dal 1995 – una sorta di “capitale musicale” dei Balcani e dell’Europa sudorientale.

Considerato universalmente – dal punto di vista della critica e sul piano della qualità musicale – tra gli appuntamenti jazzistici internazionali più significativi, il Nisville Jazz Festival nasce anche con l’obiettivo di offrire opportunità economiche per la città di Nis e per il territorio. Quante sono le persone che ogni anno partecipano al Festival? Qual’è l’indotto dal punto di vista turistico? Che tipo di business genera il festival?

Circa 1.000 artisti si esibiscono a Nisville, su 20 diversi palchi. Sono 200.000 i visitatori che seguono spettacoli durante i dieci giorni del festival, e sono circa 150.000 i visitatori che partecipano gratuitamente agli eventi culturali collaterali che lo accompagnano. Nisville genera un business che è significativo per il bilancio della città di Nis, ma anche per il bilancio – più in generale – della Serbia. Tutti gli alloggi e le strutture ricettive di Nis sono pieni ad agosto, e lo stesso vale per ristoranti e negozi. Parte importante delle entrate della città è costituita dalle tasse e dai contributi degli impiegati in questo settore. Il bilancio della Repubblica ha inoltre entrate aggiuntive dall’imposta sul valore aggiunto e dall’imposta sugli utili, e si può tranquillamente affermare che Nisville abbia ad oggi abbondantemente restituito allo Stato e alla comunità locale l’aiuto che ha ricevuto e che riceve attraverso donazioni e finanziamenti. Anche se non abbiamo assunto un’agenzia specializzata per fare delle valutazioni precise, la nostra stima è che il beneficio che Nisville porta direttamente alla città di Nis e alla Repubblica serba sia di almeno 1,5 milioni di euro, cifra pari a oltre il triplo del budget totale del festival. Questo riguarda naturalmente soltanto il beneficio economico quantificabile, al quale va aggiunto – ed è incommensurabile – il contributo di Nisville all’immagine della città e della Serbia, essendo oggi Nisville uno dei 10 migliori festival jazz europei, secondo l’autorevole opinione del Guardian di Londra.

 

Attorno al Nisville Jazz Festival sono sorte attività collaterali, come la Nisville Jazz Radio, la Nisville Jazz TV (anche per smartphone) e il Nisville Movie Summit. Può parlarci di queste iniziative?

Nisville è concepito come un insieme di festival tenuti insieme – come filo conduttore – dal jazz. Quindi oltre al programma strettamente musicale di jazz e fusion, organizziamo spettacoli teatrali, eventi letterari, danza e cinema, nonché mostre di quadri e spettacoli comici, laboratori didattici, masterclasses e workshop.

La radio e la TV online di Nisville sono per ora soltanto un servizio aggiuntivo per i nostri ascoltatori e spettatori e un mezzo di promozione per il festival stesso, ma abbiamo in programma di implementare ulteriormente il loro potenziale di marketing, contribuendo così ad arrotondare la struttura finanziaria complessiva del festival.

Inoltre negli ultimi anni abbiamo partecipato a diversi progetti europei, coinvolgendo anche i nostri media nella realizzazione. Nisville – per esempio – ha appena partecipato con un progetto al concorso “Creative Europe”, in collaborazione con festival jazz italiani e albanesi.

 

Nis si trova in Serbia, Paese che negli ultimi anni è diventato sempre più attrattivo – dal punto di vista degli investimenti – per multinazionali e aziende estere, e anche noi – con il marchio Datatex – abbiamo aperto una filiale a Belgrado. Sul piano economico com’è oggi la situazione della Serbia e quali sono le opportunità che il Paese può offrire?

Negli ultimi anni la situazione economica della Serbia è notevolmente migliorata, e di conseguenza l’interesse di sponsor e donatori per Nisville sta crescendo. Sfortunatamente per noi, Belgrado è oggi molto più vantaggiosa rispetto a Nis. Innanzitutto il numero di potenziali acquirenti di biglietti per eventi musicali è da noi relativamente basso – rispetto alla capitale, e i prezzi dei biglietti a Nis sono pari a circa il triplo rispetto a quelli per eventi musicali di qualità simile a Belgrado. Inoltre a Belgrado c’è una presenza molto più forte di aziende straniere e di uffici di rappresentanza, e le società sono in genere più disposte a sponsorizzare eventi che si tengono a Belgrado. Ad esempio Philip Morris ha una sede anche a Nis, ma non è presente tra gli sponsor di Nisville, mentre partecipa al Beer Fest di Belgrado. E una situazione simile riguarda le grandi aziende pubbliche, le banche e gli operatori telefonici.

C’è comunque grande ottimismo: dal punto di vista geografico Nis è un crocevia per le strade verso la Grecia, la Bulgaria e la Turchia, e nei prossimi anni può aumentare enormemente il suo potenziale di marketingDurante i 10 giorni di Nisville, passano intorno a Nis circa 300mila auto, che significa più di un milione di potenziali turisti che potrebbero decidere di tornare in vacanza sul nostro territorio.

 

Non è semplice creare un format di grande successo come quello del Nisville Jazz Festival, specialmente in un ambito – quello della musica jazz – considerato per intenditori e di nicchia. Come nasce il festival, come è cresciuto negli anni e attraverso quali attività di marketing e pubblicitarie siete riusciti a vincere la vostra scommessa?

La partenza, nel 1995, è stata difficile. La Serbia ai tempi era sotto sanzioni e molte band straniere risposero negativamente ai nostri inviti. Le prime undici edizioni del festival si sono tenute negli spazi che a Nis erano in precedenza utilizzati dall’allora esercito jugoslavo. I primi cinque festival sono stati finanziati da me stesso, poi – finalmente – Nisville è stata finanziata dalla Città di Nis e dal Ministero della Cultura. Il crescente interesse del pubblico ci ha incoraggiato a spostare il festival negli spazi aperti di Summer Stage nel 2006, e poi anche nella vasta area della Low Fortress.

Inizialmente il festival è stato pubblicizzato – in forme tradizionali – su TV locali e stazioni radio, nonché attraverso volantini e manifesti. Negli ultimi anni siamo stati presenti sui media nazionali, e per lo più sulla RTS.

Abbiamo cameraman e giornalisti che collaborano con noi, registriamo tutti i concerti, acquistiamo i diritti TV dagli artisti, e poi consegniamo il tutto alla televisione nazionale, in cambio della trasmissione di annuncia pubblicitari del festival.

Con numerosi media regionali e locali abbiamo accordi per una pubblicità reciproca, siamo presenti con molti cartelloni pubblicitaria Belgrado e nel Sud della Serbia, e organizziamo spesso concerti promozionali nel Paese e anche a Sofia, in Bulgaria. Negli ultimi anni, e oggi sempre di più, puntiamo anche sul web e sul marketing digitale, cercando soprattutto di raggiungere gli abitanti di Vienna, Milano, Berlino, Bratislava, Zurigo e altre città con cui Nis ha un collegamento aereo diretto.



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