Datasys Magazine | Presente e futuro del trasporto ferroviario in Italia
Presente e futuro del trasporto ferroviario in Italia. Intervista a Daniele Ghillioni e Salvo Bordonaro di Club Treni Brianza.
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Clerici-Tessuto-Il-tessile-italiano-per-il-lusso

Clerici Tessuto. Il tessile italiano per il lusso

Intervista a Stefano Bernasconi – CEO Clerici Tessuto & C. Spa

A cura di Luigi Torriani

Clerici Tessuto, storica azienda comasca fondata nel 1922, è oggi una delle massime realtà tessili mondiali per il settore del lusso, con un complesso industriale di oltre 10.000 mq a Grandate (Como), una stamperia, una tintoria e filiali commerciali estere a Parigi e a New York.

 

Che cos’è oggi il “lusso” nel campo della moda e dell’abbigliamento? Che cosa significa essere eleganti oggi? Come si è evoluto il settore negli ultimi anni?

Il lusso oggi è principalmente “esclusività”, ed essere eleganti oggi significa presentare uno stile il più possibile unico e declinato ai singoli contesti frequentati, con prodotti ricercati e di altissima qualità intrinseca.

Il settore si è particolarmente modificato negli ultimi anni, sia per variazioni strutturali del mercato sia per gli adeguamenti e le risposte disegnate dagli operatori nell’intera filiera. In particolare il consumatore finale ha mutato sostanzialmente il suo comportamento di acquisto con maggiore attenzione al valore, all’esclusività e all’esperienza di acquisto, che oggi è diventata multicanale – fisica e digitale. Il consumatore è meno “fedele” al singolo brand, è meno ostentativo, più ricercato, più attento a trasmettere messaggi sul proprio modo di essere, aggiornato frequentemente su trend e proposte da strumenti social e sempre alla ricerca della composizione di prodotti adattabili all’ambiente in cui vengono indossati.

L’incertezza generata dai nuovi comportamenti di acquisto dei clienti finali e la richiesta di risposte in tempi ristretti hanno condotto il settore ad ampliare l’offerta di prodotto, con una conseguente crescente frammentazione dei lotti di produzione, e a ridurre i tempi di fornitura. Questi aspetti si sono riflessi in tutti gli stadi della catena del valore, aumentandone la criticità nelle fasi a monte perché strutturalmente meno flessibili ed elastici in seguito alla rigidità degli asset produttivi.

 

Clerici Tessuto collabora in tutto il mondo con le migliori griffe del settore moda, crea disegni, realizza e vende tessuti e capi finiti, ha collezioni per abbigliamento uomo, per abbigliamento donna, per gli accessori (foulards, sciarpe, cravatte), per la grande distribuzione, per il comparto intimo e mare e per l’arredamento, è oggi una delle poche aziende al mondo capace di tessere chinè tradizionali e grazie alla ristrutturazione di alcuni storici telai è in grado di creare velluti di seta con l’antica tecnica “a bacchetta”. L’offerta di Clerici Tessuto è dunque particolarmente ampia e in grado di soddisfare uno spettro molto eterogeneo di richieste ed esigenze. Quali prodotti e servizi costituiscono oggi il vostro core business? E quali prodotti e servizi, all’interno della vostra offerta, sono più promettenti per il futuro?

L’offerta della Clerici Tessuto si posiziona ai massimi livelli di mercato per qualità e complessità realizzativa. Spesso gli impianti sono modificati da noi, sulla base della nostra esperienza e delle nostre competenze, per realizzare i prodotti eccellenti che tendono a soddisfare raffinate e sofisticate richieste del mercato.

I tessuti per l’abbigliamento costituiscono ancora il “core business” dell’azienda, sebbene essa sia presente nel mercato dell’arredamento e nel segmento dell’accessorio sia uomo che donna. Nel percorso di sviluppo dell’azienda l’area dell’accessorio donna e dei tessuti per l’abbigliamento uomo sono ad oggi le due principali direttrici di crescita, oggetto di specifiche iniziative di investimento. L’azienda è comunque una società che fornisce un servizio sofisticato al mercato, in particolare alle maison, in quanto è partner dei propri clienti e li supporta nei processi di sviluppo del prodotto, dal briefing stilistico alla realizzazione dei tessuti per le produzioni dei capi per le loro catene retail.

 

In un contesto fortemente globalizzato e concorrenziale come quello odierno il “sistema Italia”, tristemente noto per l’alto costo del lavoro e della burocrazia, certamente non aiuta le aziende ad essere competitive. D’altro canto il brand “Made in Italy” in molti settori ha aiutato e in certi casi ancora aiuta a fare la differenza. Quanto contava nel passato e quanto conta oggi il marchio “Italia” nel settore tessile?

Il marchio “Italia” è sicuramente rilevante per il settore, tuttavia non è più sufficiente per decretare il successo di un prodotto. Un tempo il marchio “Italia” significava capacità creativa e stilistica, oggi esprime inequivocabilmente anche la capacità di sapere realizzare prodotti unici ed esclusivi in modo artigianale o pseudo-industriale. La “differenza” è comunque fatta dalla capacità di dare servizio ed eccellenza nel prodotto.

La produzione avviene in modo sostenibile, dal punto di vista sociale e ambientale ed oggi, sempre di più, anche dal punto di vista energetico e biologico. La sostenibilità è un elemento che occorre associare in modo indissolubile al marchio “Italia”.

 

Clerici Tessuto ha un outlet a Milano e ha iniziato di recente a vendere anche online, con lo shop new tess. Quanto pesa oggi e quanto potrebbe pesare in futuro per voi il canale B2C, e che cosa pensate dell’e-commerce nel vostro settore? Può diventare in concreto un business vero o è qualcosa che va cavalcato soprattutto per questioni di immagine e di aderenza a un trend?

Il canale e-commerce è attivo solo da qualche mese e per ora contribuisce in modo marginale ai risultati aziendali. È finalizzato comunque a servire prevalentemente il B2B, dove il segmento di riferimento sono i piccoli confezionisti o il dettaglio. Come tutti i punti vendita del settore supera in realtà le logiche di outlet ed è finalizzato a fornire un servizio “dal pronto”, tempestivo e veloce. Riteniamo che possa avere un buono sviluppo nel corso dei prossimi trimestri, in particolar modo quando lo apriremo a mercati più evoluti dal punto di vista digitale.



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