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Imprima. La holding italiana della stampa tessile. Intervista a Tiziana Bonacina – CFO Imprima Group
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Imprima. La holding italiana della stampa tessile

Imprima. La holding italiana della stampa tessile

Intervista a Tiziana Bonacina – CFO Imprima Group

A cura di Luigi Torriani

IMPRIMA – Gruppo fondato nel 2017 dal fondo italiano Wisequity IV, Imprima è oggi la multinazionale europea leader nel comparto della stampa e finissaggio tessili. Ha sede legale a Milano, stabilimenti produttivi a Bulgarograsso (CO) e Lonate Pozzolo (VA), e società in Italia, Germania, Stati Uniti, Cina, Brasile e Marocco. Fattura oltre 120 milioni e ha circa 500 dipendenti.

Può parlarci del Gruppo Imprima, di come nasce, di quali sono i suoi punti di forza, e di come si è evoluto ed ampliato tra il 2017 e il 2020?

Imprima Group è un grande progetto industriale che parte nel 2017, su iniziativa del fondo  Wisequity IV e con uno scopo ben preciso: creare un polo della stampa e finissaggio tessili, un grande gruppo tessile con capacità di stampa digitale, attraverso acquisizioni di aziende. Sono state dunque acquisite società importanti e storiche del settore, come Guarisco, Set e B-Blossom in Italia, Kbc in Germania, City Prints e Premier Fabrics negli Stati Uniti, e successivamente c’è stata anche l’apertura – a Tangeri, in Marocco – di un centro per la fornitura di capi finiti, e dunque non più soltanto tessuti.

La nascita e lo sviluppo di Imprima Group sono stati accompagnati da investimenti all’altezza dell’ambizione del progetto: sono stati investiti oltre 30 milioni di euro in tecnologie, ed è stato avviato il nuovo stabilimento produttivo di Bulgarograsso, ad oggi il top in Europa per la stampa digitale tessile.

Certamente non è stato e non è semplice tenere insieme in modo unitario realtà aziendali che prima erano concorrenti sul mercato, ma siamo sicuramente a buon punto nella direzione del nostro obiettivo primario di una totale integrazione sul piano produttivo, commerciale, gestionale, informatico e finanziario. Il nostro è un business di volumi, ed era necessario crescere dal punto di vista dimensionale per essere competitivi a livello internazionale. Tutti gli imprenditori che hanno accettato di far confluire la propria azienda nel Gruppo Imprima hanno colto perfettamente questo aspetto, e hanno capito che perdere questo treno avrebbe comportato per loro la rinuncia a crescenti opportunità di business.

Oggi Imprima è il più grande gruppo europeo nel comparto della stampa tessile. Lavoriamo per tutti i maggiori brand del fast fashion e i nostri punti di forza sono: il servizio e la velocità (le due caratteristiche fondamentali per chi fa il nostro lavoro), l’attenzione al tema della sostenibilità, l’innovazione in ambito tecnologico, la creatività europea, l’approccio globale e la capacità di gestire il business focalizzandoci sugli aspetti strategici a livello produttivo e commerciale.

 

Che impatto sta avendo su Imprima Group l’emergenza Coronavirus? Quali sono le maggiori difficoltà e come vi state muovendo per fronteggiarle?

Lavoriamo per i grandi marchi del fast fashion e per il retail, e in questo periodo – non solo in Italia, ma nella gran parte del mondo – i negozi di abbigliamento sono chiusi, o se sono aperti lavorano meno di prima. Registriamo dunque una contrazione degli ordini, abbiamo alcune difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime (che in parte acquistiamo in Cina), subiamo una sorta di paralisi della rete commerciale (i nostri responsabili commerciali non possono incontrare clienti e prospect), e abbiamo dei grandi stabilimenti produttivi in Lombardia, che a livello mondiale è una delle aree maggiormente colpite dal Coronavirus. Date queste premesse, è ovvio che un impatto importante c’è stato e che la fase che stiamo attraversando è sicuramente difficile.

Seguiamo tutte le regole e le leggi, mettiamo al primo posto la salute dei nostri lavoratori, e aspettiamo – come tutti – la fine della pandemia e la possibilità di ripartire ai massimi livelli.

Nel frattempo operiamo sul fronte del contenimento dei costi, aiutiamo a livello finanziario i nostri clienti (che ci chiedono un allungamento dei tempi di pagamento) e stiamo producendo mascherine in una delle nostre due fabbriche.

Attraverso un’azienda del nostro Gruppo (Guarisco Class Srl di Grandate, in provincia di Como), proponiamo oggi sul mercato delle mascherine di altissima qualità tessile ma più “leggere”, che non sono dunque pensate per un utilizzo medico-sanitario o come DPI ma per un uso civile, da parte delle persone comuni nella loro quotidianità. Le mascherine di Imprima misurano 20 cm X 15 (coprono dunque totalmente naso, bocca e mento), sono realizzate in cotone (97,5%) ed elastan (2,5%), hanno un peso di 165 gr/m2 e un nastro in poliestere (89%) ed elastan (11%). Sono lavabili a 60°C, sono al 100% Made in Italy e possono essere riutilizzate fino a dieci volte.

 

L’emergenza Coronavirus ha costretto le aziende ad adottare in tempi rapidissimi lo smart working per i dipendenti. Può essere un’opportunità anche per il futuro?

Può essere certamente una grande opportunità, peraltro in grado di spingere le aziende ad innovare e a investire sul fronte informatico e tecnologico. Personalmente credo nella validità dello smart working, come modalità di lavoro da usarsi ovviamente con parsimonia, dove ha senso, senza eccessi, e in alternanza al lavoro in ufficio. Io stessa lavoro bene da casa, risparmio tempo ed energie (oltre a due ore di viaggio), e riesco ad essere più concentrata. D’altronde lo smart working è da anni una modalità operativa parzialmente adottata in tutte le principali multinazionali. Prima di entrare nel Gruppo Imprima ho lavorato negli Stati Uniti e a Londra e mi sono resa conto che lo smart working in Usa e Inghilterra è una prassi assolutamente normale. L’Italia – Paese dai molti pregi – su questo fronte è più lenta, è indietro rispetto agli altri. Ora c’è l’occasione storica per fare un passo in avanti.

 

Il tema dell’ecosostenibilità è oggi una questione centrale nel mondo tessile. Qual è l’approccio di Imprima su questo fronte?

Oggi essere ecosostenibili, nel settore tessile, è importante sul piano etico ma è anche imprescindibile per essere competitivi. I nostri clienti ci chiedono sempre di più dei tessuti ecosostenibili e una tracciabilità lungo tutta la filiera. Imprima Group ha investito molto su questo fronte, anche di recente. Nello stabilimento di Lonate, per esempio, è stato collaudato recentemente un nuovo depuratore del valore di circa un milione e mezzo di euro.



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